[ Edizione 2011 ]

Parco Gran Paradiso
10^ PREMIO LETTERARIO NAZIONALE
“ENRICO TRIONE”
“Una fiaba per la montagna”

L'associazione Culturale 'L Péilacan, il Comune di Pont Canavese, la Comunità Montana Valle Orco e Soana, il Parco Nazionale Gran Paradiso, la Federparchi, bandiscono per l'anno 2011 il 10° Premio Letterario Nazionale "Enrico Trione - Una fiaba per la montagna".

Come è nel regolamento base di questo Premio Letterario, è lasciata piena libertà di scelta da parte dei concorrenti, purché le composizioni si attengano alle due essenziali caratteristiche dettate dal regolamento stesso: che si tratti di "fiabe" e che esse siano collegate alla montagna.

Anche per questa edizione indichiamo, senza che ciò costituisca un obbligo, un tema consigliato dalla nostra Commissione: fratelli (d'Italia).

Non occorre avere letto Propp per sapere che la fiaba è un luogo dai molti fratelli. Pollicino se li porta dietro, Hansel sta con Gretel, sempre compaiono il fratello maggiore, il mediano e il minore che vanno alla ricerca di ciò che li perde o li premia. E anche i figli di Marcovaldo sono fratelli.
Insomma, i fratelli come protagonisti dell'universo fiabesco. Se facciamo un piccolo salto (nemmeno tanto quantico), perché allora non provare a legare i fratelli delle fiabe con i fratelli (d'Italia)? La domanda è "retorica", ma la parentesi necessaria: per non indurre in tentazione. Ossia per
non concedere nulla alle tentazioni di quell'altra retorica che è sempre falsa e sbagliata. Cerchiamo di scrivere delle fiabe che siano fiabe e che abbiano dentro - semplicemente - il tema dei fratelli. Se poi qualcuno troverà il modo di
legare i fratelli all'Unità (d'Italia), bene. Se no, non importa. Ciò che importa è l'idea della "fraternità", che non va disgiunta dalla varietà, dalla
differenza, dalla diversità. Fratelli d'ogni stagione. Fratelli di sempre. Fratelli d'avventura. Fratelli e basta. E se poi dovessero essere i Bandiera (o magari i Cervi) si tratterà di un valore aggiunto, di una gradita congiunzione. Ma di un obbligo, proprio no.

Giovanni Tesio