Gatta Cenerentola

E vissero felici e contenti… con la formula finale delle favole veniamo catapultati nel mondo dell’infanzia e sentiamo d’improvviso profumo di latte e biscotti.

Ma se spostiamo il nostro naso più in là, ecco che la realtà ritorna impassibile con odori più o meno aspri; nel corso degli anni anche le fiabe di quando eravamo bambini hanno mutato le sembianze e abbiamo potuto osservarne le trasformazioni grazie alla magia cinematografica o, più propriamente, all’arte della riscrittura di un testo.

Anche Cenerentola, fiaba per eccellenza, ha collezionato innumerevoli versioni e, nonostante nell’immaginario collettivo  siano ben ancorate le figure a colori di Walt Disney, la zucca, la scarpetta di cristallo, il principe… è interessante ripercorrere con la fantasia il significato di una storia senza tempo che ha mantenuto invariati alcuni temi (e valori) importanti: il riscatto da una condizione di sofferenza, i sogni che si trasformano in desideri, l’elemento della gentilezza come forma di virtù filosofica oggi sempre più spesso fuori moda (“la gentilezza è la delizia più grande dell’umanità” secondo l’imperatore Marco Aurelio) e la mitica scarpetta che, chissà come, non potrà mai calzare nessun altro.

L’ origine antica: Lo cunto de li cunti

Le prime testimonianze della celebre favola risalgono addirittura all’Antico Egitto e ai faraoni della dinastia saitica, o ancora più distanti fino alla Cina del IX secolo, mentre la tradizione europea ci ha consegnato la versione di Charles Perrault (forse la più conosciuta per noi) e quella dei due filologi e linguisti tedeschi, i fratelli Grimm.

E la memoria popolare italiana dove ci conduce? Anche qui molto lontano nel tempo: quando, nel 1634, il poeta di corte Giambattista Basile pubblicò in lingua napoletana Lo cunto de li cunti, una raccolta di 50 novelle che non erano rivolte ai bambini, ma ricalcavano la struttura del Decamerone di Boccaccio: la sesta della prima giornata, La gatta Cenerentola narra di una fanciulla maltrattata dalla matrigna e pronta a vendicarsi con un assassinio; l’ambiente di Basile è un mondo grossolano e plebeo, a volte scanzonato e un po’ turpe, in cui l’autore con spirito colto e spregiudicato scrive prose con l’intento di divertire il pubblico di lettori e cortigiani.

Nasce proprio da qui l’idea di un gruppo affiatato di giovani artisti partenopei, guidati dai registi Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone: sono fumettisti ed esperti di cinema d’animazione, in grado di trasformare la storia di Gatta Cenerentola (quasi “intoccabile” per la tradizione napoletana, poiché da anni viene portata in scena e magistralmente interpretata nell’opera teatrale melodrammatica di Roberto De Simone, con la Nuova Compagnia di Canto Popolare) in un cartone animato moderno.

Un cartone animato dove non troveremo le buffe faccine di Gas e Giac…

La trama del film

L’atmosfera è grigia come la polvere del Vesuvio.

In un’epoca imprecisata il ricco armatore Vittorio Basile, uomo dalle idee avveniristiche, è proprietario di un’enorme nave ancorata nel porto di Napoli, la Megaride. Nella mente visionaria egli ha in progetto di costruire un polo tecnologico che coinvolga l’intera città: gli interni del bastimento sono dotati di videocamere che filmano gli eventi e li trasformano in ologrammi, in modo da perpetuare la conservazione della memoria. Vittorio ha una bambina di nome Mia. Egli sta per sposarsi in seconde nozze con Angelica, donna bellissima ma crudele e perfida. Quest’ultima, in combutta con l’amante Lo Giusto, un lestofante ambizioso dedito al traffico di droga, organizza l’omicidio del futuro marito in attesa di appropriarsi dell’enorme tesoro lasciato in eredità alla piccola Mia.

Gli anni trascorrono sulla Megaride trasformata dalla cupidigia umana in un postribolo di lusso, dove matrigna e cinque sorellastre (più Luigi, il fratellastro “femminiello”) imperversano e costringono la figlia dell’armatore a diventare la loro serva e ad acquisire a pieno titolo il nome di Cenerentola, che trascorre le sue giornate alle prese con gatti e condotti di areazione.

Una colonna sonora accuratissima accompagna lo spettatore a scoprire se lo squallore e il crimine prevarranno o se è possibile sperare nella frase finale delle favole, che è l’incipit del nostro articolo.

L’opera è stata presentata al Festival di Venezia e ha già conseguito numerosi premi: un piccolo capolavoro costruito cercando di contenere i costi di produzione (MAD Entertainment Animation).

Ed ora nel seguire così tanti fascinosi percorsi abbiano forse smarrito la strada, come nella fiaba di Pollicino? In realtà è sufficiente cercare in biblioteca un ricco tomo illustrato dalla rigida copertina, oppure un dvd, e la storia della mite Cenerentola ci riappare in tutte le sfaccettature, tanto da assumere i contorni del mito.

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