[ Associazione Culturale ‘L Péilacän
Racconti di montagna]


Battista dei mirtilli
   

Commento del Presidente della Comunità Montana Valli Orco e Soana
Marino Ceretto Castigliano

Autodidatta, profondo conoscitore delle vicende d’un tempo, cultore della filosofia antica quanto il mondo, di operare per le proprie cose nel rispetto per quelle altrui, Goglio Battista detto “Tëch” ha rappresentato e rappresenta ancora la memoria storica, lo spirito segreto di un paese. Biblioteca vivente dell’ormai perduta parlata dialettale, di canti popolari, novene religiose e rappresentazioni teatrali ha difeso, con grande impegno, il vivere contadino fatto di albe e di tramonti immersi in un’atmosfera di lavoro rituale teso a garantire l’esistenza modesta, umile e serena di chi trae dalla terra il proprio sostentamento.

“L’ora a fa so mëster e mi fu 'l mè, il tempo fa il suo mestiere ed io faccio il mio” era solito rispondere a chi, stupito e incredulo, lo vedeva svolgere attività agricole anche nelle ore notturne o in tempo di pioggia o addirittura di neve. Momenti di sereno vivere che sempre trasferiva ovunque considerando, da convinto credente, quasi cerimonie religiose, l’accudire ai propri animali ed alle quotidiane agricole mansioni. Per lui era più che sufficiente una frugale cena fatta di pane e latte raccolto sul luogo in un recipiente che sempre portava con sé durante il pascolo.

Lo ricordano modestamente vestito, ma sempre presente a tutte le cerimonie religiose e civili, capace di effettuare, in ogni momento, con buona arte oratoria, interventi consoni a qualsiasi circostanza specie se rivolti ad onorare i compagni caduti in guerra. A semplice memoria ricordava ed esponeva testi italiani e dialettali di antiche rappresentazioni teatrali, non disdegnando, cose che peraltro faceva con grande capacità ed evidente gioia, di portare sul palcoscenico storie di allegria popolare, coinvolgendo tutti nell’azione e nell’applauso.

Per molto tempo fu amministratore comunale sostenendo sempre la salvaguardia del territorio montano e dell’agricoltura, nonché la tutela delle persone anziane. Giungeva puntualmente alle riunioni del Consiglio Comunale di Alpette, accompagnato da due dei suoi cani pastori che, accovacciati ai suoi piedi, attendevano con “contadina” pazienza il termine della seduta. Con capacità ed esperienza interveniva formulando pareri e proposte da tutti attentamente considerati. Importante fu anche la sua capacità di acquisire e far propria una tradizione orale che oggi ci permette di conoscere, almeno in parte, la storia del nostro paese.

Storie vere, leggende di masche, faie e fajet (streghe e folletti) trovano tramite le sue memorie nuove e interessanti testimonianze. Ma particolare era per il “Tëch” il tempo del Carnevale considerato quale momento di vita e di divertimento del paese nel rispetto di una cultura antica che non doveva andare smarrita, ma che anzi, proprio in quel frangente trovava nuovo vigore con le cosiddette “recite” di curiose sagre. Prima del grande passo si premurò di lasciare tracce del suo sapere a coloro che, con rispetto e attenzione, vollero dalla sua viva voce accogliere, a futura memoria, conoscenze e testimonianze della vita contadina e montanara di tempi passati.

Così fu Goglio Battista detto “Tëch”, classe 1898 (mancato nel 1985), agricoltore, pastore, autodidatta, consigliere comunale di Alpette, combattente del Piave e Cavaliere di Vittorio Veneto.

 



 

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