La chiamavano Lampada di Saggezza

Con il primo personaggio di questa nuova rubrica, ho fatto un bel salto indietro nel tempo. Esattamente nel 1924, l’anno in cui una grande esploratrice e scrittrice salì agli onori della cronaca per essere stata la prima donna straniera, che attraversando le montagne magiche ed incontaminate tra India e Tibet, riuscì ad entrare nella città proibita di Lhasa. Sto parlando di Alexandra David-Nèel, straordinaria personalità del secolo scorso, ricordata oltre che per i suoi viaggi ed i suoi libri sulle religioni orientali anche per essere stata iniziatrice della relazione tra Buddhismo e Occidente. Nel 1914 anno in cui iniziò il suo apprendistato magico-dottrinale in Tibet, la chiamavano Lampada di Saggezza. Rientrata in Occidente in molti le attribuirono lo pseudonimo di “Madame Tibet”.

Vista di Palazzo del Potala
Vista di Palazzo del Potala dai piedi del Chagpo Ri (Lhasa, Regione Autonoma del Tibet, Repubblica Popolare Cinese).

In realtà il tentativo del 1924, fu l’ultimo di una serie non riusciti, soprattutto a causa degli impedimenti prodotti dalle condizioni geo-politiche di quegli anni. Questa volta però Alexandra, accompagnata dal Lama Yongden, suo collaboratore ed aiutante, partì alla volta di Lhasa convinta di poter completare l’impresa in soli tre mesi. In realtà ci arrivò dopo tre anni. Per evitare di essere scoperta dalle autorità locali, viaggiò molto lentamente travestita da mendicante tibetana sopportando fame, sete e freddo, superando imprevisti e ostacoli continui. Considerata dai tibetani un Khandoma (camminatore nello spazio) ovvero una sorta di fata che di solito appare nell’aspetto di una donna anziana, Alexandra Davi-Nèel trovò spesso ospitalità nelle case degli abitanti dei luoghi attraversati. Ciò aggiunse alla sua già straordinaria vicenda gli elementi del fantastico e sovra naturale. Essere accolta in casa come una divinità a cui chiedere benedizioni e protezione dalle sventure, fu sicuramente un aiuto importante per la riuscita di questa sua avventura ai limiti del possibile. Se poi consideriamo che a compierela fu una donna all’interno di un paese antico come il Tibet, chiuso a qualsiasi forma di modernizzazione e soprattutto all’epoca vietato agli stranieri, la storia assume i contorni di leggenda. Tutti i dettagli su questo incredibile percorso attraverso le montagne tibetane, sono contenuti nel libro “Viaggio di una parigina a Lhasa”, una delle opere più conosciute di Alexandra David-Nèel.

Anche se in questo articolo sono stati trattati sinteticamente, i tratti della personalità di Alexandra David-Nèel incorniciati all’ interno di questo suo “viaggio impossibile”, rimandano ad elementi paesaggistici, umani e narrativi, in cui si possono riconoscere molti tra gli elementi tipici di un racconto epico e fiabesco alla Tolkien. Parafrasando le parole con cui lo stesso Tolkien definiva il suo ideale di fiaba, ovvero “un calderone pieno di minestra nel quale mitologia, storiografia, romance, agiografia, racconti popolari e creazioni letterarie sono state lasciate ribollire per secoli”, la vicenda che vede protagonista Lampada di Saggezza o Madame Tibet, è un piatto succulento per il nostro immaginario fantastico. Non trovate?

2 thoughts on “La chiamavano Lampada di Saggezza”

  1. A chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza di Alexadra David-Néel, consiglio una visita alla Casa Museo della scrittrice-esploratrice che si trova nelle Alpi dell’Alta Provenza, all’uscita di Digne-Les-Bains, cittadina termale a 608 metri sul livello del mare, precisamente al numero 27 dell’Avenue Maréchal Juin. Uno sventolio di bandiere colorate lunghe e strette, montate su alte pertiche e l’aria frizzante delle Alpi, -Himalayas pour Lilliputiens- (come Alexandra era solita dire ai giornalisti), accoglieranno il visitatore di Samten Dzong, o “Fortezza della meditazione, per l’appunto la casa-museo di Alexandra David-Néel.
    Rosa Maria Corti

    1. Ciao Rosa Maria, approfitto per ringraziarti qui doppiamente, perchè ad indirizzarmi nella scrittura di questo articolo, è stato il tuo recente post su facebook, grazie al quale ho potuto conoscere ed apprezzare Alexandra David-Néel…

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