XIX Edizione Premio Enrico Trione – Una fiaba per la montagna

  Edizione 2020 - Le piante del paradiso (3,0 MiB, 3 hits)

Dall’edizione dell’anno scorso il premio letterario Enrico Trione “Una fiaba per la montagna” è cresciuto diventando “itinerante” per sottolineare il legame con il territorio delle valli Orco e Soana e con il Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Il comune sede della cerimonia di premiazione è stato Noasca: sabato 26 settembre una splendida giornata di sole, nonostante l’arrivo anticipato delle temperature invernali, ha accolto l’associazione “‘L Peilacan” e il folto pubblico intervenuto; così l’edificio del Palanoasca in frazione Gere si è riempito di scrittori grandi e piccini, tutti con mascherina obbligatoria nel rigoroso rispetto delle normative anti-Covid. L’amministrazione noaschina ha  allestito con cura il palazzetto e il sindaco Domenico Aimonino si è dimostrato un ospite eccellente, sempre disponibile con tutti. Sul palco dei premiati, erano inoltre presenti le autorità locali: il presidente del Parco Italo Cerise e il Comune di Pont. 

Proprio per rendere evidente il connubio natura e cultura è intervenuto come ospite d’onore Daniele Cat Berro; meteorologo e ricercatore, esperto di clima e appassionato dei ghiacciai alpini, Cat Berro è anche redattore della rivista “Nimbus” ed è così riuscito a coniugare gli studi di meteorologia con l’amore per le montagne canavesane, che percorre con assiduità ormai da tanti anni.

Il tempo e i cambiamenti climatici hanno ceduto il posto al mondo delle fiabe: ne sono arrivate centinaia (con un incremento notevole rispetto all’anno scorso) da diverse regioni d’Italia, confermando il carattere “nazionale” e il successo del concorso letterario nato a Pont Canavese. Il premio è suddiviso in quattro sezioni: italiano, lingua francoprovenzale, lingua piemontese e giovanile, più la parte dedicata alla partecipazione degli alunni delle scuole elementari e medie; per ogni settore i vincitori hanno ricevuto il volume edito dalla Grafica Santhiatese, curato da Gianfranco Schialvino, che raccoglie una selezione delle migliori fiabe. Ai primi classificati è andato anche un riconoscimento in denaro pari a duecento euro.

Quest’anno il primo premio della sezione in lingua italiana è stato vinto da Maria Grazia Bajoni di Monza con la fiaba “Gramigna”, la storia di una bambina dal carattere difficile ma con il dono di saper conversare con le piante… Nei settori relativi alle lingue minoritarie hanno vinto Enrica Guichardaz (Aosta) con la fiaba in lingua franco-provenzale “Lo secré” e Maria Teresa Cantamessa di Ivrea con “L’arserca ‘d Lele” per gli scritti in piemontese.

Ogni anno la competizione ha anche l’obiettivo di “animare” le migliori favole pervenute con l’iniziativa “Scrivi una fiaba diverrà un cartone animato” a cura di Mario Bondici, web designer ed esperto di grafica e fumetti: il premio di questa edizione è andato ad Alberto Stefano Gaudio di Rivarolo Canavese con la fiaba dal titolo “Vite”: un omaggio alla figura femminile nel lavoro di montagna, troppo spesso dimenticata. 

“Una fiaba per la montagna” è giunto alla diciannovesima edizione ed è giusto ricordare la figura a cui è dedicato: Enrico Trione, giovane scrittore e socio fondatore dell’associazione “‘L Peilacan”, prematuramente scomparso; il presidente dell’associazione Michele Nastro gli ha dedicato un ricordo commosso.

Nel tardo pomeriggio, prima del termine della cerimonia, la parola è andata al presidente della giuria per un annuncio importante. Il professor Giovanni Tesio, critico letterario, scrittore e collaboratore per trentacinque anni del quotidiano “La Stampa”, ricopre da anni il ruolo di Presidente del Premio e, davanti ad un pubblico in attesa ha indicato l’argomento suggerito per il concorso del prossimo anno: il virus selvaggio.  Aggiungendo che una fiaba può avere risvolti più o meno oscuri, di ombra o luminoso lieto fine: è quindi riposta nella fantasia degli autori la capacità di interpretare al meglio un invito così intrigante.

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