Il sale delle capre

Arduino Baietto
Il sale delle capre
Edizioni MERCURIO – 2018

“Là sotto il cielo grande, aperto sulla valle, il bambino sapeva dove trovare la sorgente d’acqua dove ammollava il pane che poi inzuppava nel sale delle capre.”

“Quelli che rimanevano, per prudenza, per rispetto delle tradizioni, per amore verso la loro terra e il loro mondo, si guardavano sgomenti, ogni giorno più soli.”

Per definire la storia narrata da Arduino Baietto è stata utilizzata la locuzione “memoria di secondo grado”: si tratta di una narrazione che riporta le vicende raccontate da un’altra persona, il padre dello scrittore.

Il papà Giuseppe, detto Pino, era  nato a Pessinea e, prima di trasferirsi con la famiglia in pianura, visse nelle montagne delle Valli di Lanzo, intorno e Viù fino ai primi anni ’50, una persona dedita al lavoro (che considerava la sua religione), ma anche alle tante vivide passioni che il suo cuore poteva contenere… come raccogliere e annotare i ricordi, per lasciarli in eredità.

Sono narrate fatiche quasi eroiche, abituali forse per i montanari di quel tempo e oggi dimenticate; eventi che camminano a fianco dei momenti di tenerezza come quelli legati a un rapporto inconsueto con gli animali: Giuseppe li amava e rispettava, considerandoli compagni e testimoni della sua esistenza.

Un Papà con la P maiuscola.

Attorno al protagonista si muovono le vite dei valligiani, i volti dei tanti personaggi testimoni della memoria: il muratore Romanetto o l’onesto Tunucio… gli amici di gioventù, i compagni di lavoro e i ragazzi conosciuti nella lotta partigiana. Anche le donne, pur fra le mille difficoltà di una vita di stenti, rivestono un ruolo fondamentale per la comunità. Da ricordare la mamma Dina, o la strana e “famigerata” Piutina che compie una scelta contro-corrente, preferendo la propria indipendenza e la libertà di fronte alle convenzioni sociali.

Come lascia comprendere la penna dell’autore nel primo racconto, il sale delle capre diventa metafora dell’attaccamento alla vita, per quanto amara e non semplice da affrontare.

Arduino Baietto, oggi in pensione, vive a Nole Canavese, ha alle spalle studi e formazione di tipo tecnico ed è stato dirigente del sindacato piemontese (CGIL). Ama tornare in montagna e frequentare la sua gente. È appassionato di sport, ed anche di scrittura e lettura: nel 2016 ha vinto il primo premio al concorso “Una fiaba per la montagna” con la fiaba Il cervo nell’orto.

Tra gli autori prediletti: i neorealisti italiani, Melania Mazzucco, J. Saramago, M. Yourcenar

È alla sua prima pubblicazione.

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